“Narcos” la nuova serie su Netflix

“Narcos” – La parabola criminale di Pablo Escobar

Esiste da sempre una sorta di affetto verso figure di conclamata cattiveria, verso i delinquenti, ma quelli entrati in quell’enclave che spesso si riduce alla parola (impropria) di mito. Accadde ai tempi di “Romanzo criminale“, la serie TV di “Sky che narrava le romanzate vicende della “Banda della Magliana“:  ci furono eminenti firme del giornalismo che si scagliarono contro il successo di questa fiction, mettendo all’indice la passione con cui gli spettatori seguivano i personaggi, decisamente dei criminali incalliti.

Eppure questa fascinazione è indubbia ed il cinema, ma soprattutto la televisione, vi hanno attinto a piene mani. Inoltre, negli ultimi anni, la parte più oscura dell’animo umano, che il più delle volte sfocia in atti violenti e immorali, è stata riportata su tutti gli schermi. Quindi è stata una sorpresa relativa sapere che “Netflix” ha rilasciato la serie “Narcos” sulle gesta e sulla vita di uno dei criminali più famigerati e famosi della storia, Pablo Escobar.

MTIwNjA4NjM0MDU5OTgyMzQ4

Questo nome è sicuramente noto a cinefili e amanti della serialità televisiva: è stato spesso ripreso in pellicole sul traffico di droga, magari facendo riferimento ad una figura con un nome diverso, ma che aveva in tutto e per tutto le caratteristiche fisiche e di attitudine criminale di Escobar (da ultimo, vedi “Kill the Messenger“).

“Netflix” riprende, sul minutaggio lungo di dieci episodi, questo personaggio e lo pone al centro di un prodotto che è già stato definito eccellente. Di questo, vista la considerazione globale che ha la rete Americana, si poteva essere certi, anche se va detto che la quantità di prodotti rilasciati, negli ultimi tempi, non è sempre stata all’altezza della sua reputazione.

“Narcos” è una serie piuttosto lineare, con la contrapposizione del buono Americano al “mostro” dello spaccio di droga Colombiano. Eppure, nella sua apparente semplicità, riesce ad essere completa, dando ai personaggi spessore e narrando (anche con l’ausilio di filmati dell’epoca) con precisione e profondità gli avvenimenti che a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80 portarono al riversarsi nelle città degli Stati Uniti di un mare di droga, Una vera e propria industria che dalla Colombia giungeva negli States innescando una guerra che fece migliaia di morti.

Su tutti, si staglia Wagner Moura, che costruisce il personaggio Escobar, avendo la possibilità di lavorare sul ungo periodo, in una maniera che sarà certamente riconosciuta ovunque come esempio di ottima recitazione. Nel complesso, comunque, “Narcos” è stata accolta con grande favore. Un viatico che crea attesa. Accade spesso che il gusto personale, poi, sia l’unico giudizio che conti. Potremo, si presume, da Ottobre, capire se le reazioni d’oltreoceano siano giustificate.
Anche perchè questa prima stagione non esaurisce di cero tutte le tematiche e le situazioni della vera storia del criminale Colombiano.
Il che, per chi riesce a creare un prodotto di successo, è sempre un ottimo incentivo per future produzioni.

La nuova sci-fi potrebbe essere un’idea Italiana – “Apeiron”

Al Festival di Cannes si vendono film e serie TV, ma anche idee. E’ l’interessante caso di “Apeiron“. Con un lavoro durato alcuni mesi e completamente realizzato in Italia, l “Castle View Studio”  hanno creato la sinossi visiva completa per un eventuale film o serie di fantascienza.

Se è vero che le immagini sono meglio delle parole, l’idea del team nostrano è senz’altro vincente. Con una tecnica decisamente professionale, ed in soli quattro minuti, è stata ideata una storia sul futuro post-apocalittico che così tanto sembra attrarre i produttori cinematografici e televisivi.

E proprio di idee c’è bisogno, vista l’enorme mole di ore televisive e di film che si producono, soprattutto negli States. Il piglio della narrazione è quello giusto; immagini inquietanti, frammiste a sprazzi di eventi misteriosi, con attori che rendono percettibile la passione con cui si è dato vita a questa produzione.

In questo promo c’è la sincerità di chi ama narrare e vuole farlo ampliando il respiro della cinematografia nostrana, ancora ancorata ad altri generi e visioni, spesso molto limitate. Team creativi con modelli visivi ben precisi, professionali ed acuti.
Di certo non possiamo che augurare a questo progetto di approdare ad una degna conclusione, diventando la base per qualcosa di più grande, ma sicuramente molto interessante.

“Stella Maris” – Trailer del nuovo corto di Abbruzzese

“Stella Maris” – Trailer del nuovo corto di Abbruzzese

Di nuovo tramite la luce, il bagliore dei fuochi e delle storie umane, Giacomo Abbruzzese  (regista Pugliese, di formazione Francese) torna al Festival del cinema Mediterraneo di Montpellier  per narrare il suo immaginifico cinematografico. “Stella Maris” è un corto che segue i già apprezzati e pluripremiati “This Is The Way” e “Fireworks” ed è una storia politica, narrata in forma di parabola quasi fiabesca.

Attraverso la ribellione di un giovane “graffitaro” autore di un’immagine irriverente e che acceca il Sindaco del paesino dove vive, Abbruzzese descrive la purezza e l’inganno, la violenza ed il desiderio di ribellione. Il giovane potrà affrancarsi dalle sue colpe, almeno agli occhi della gente, attraversando le onde del mare per raggiungere primo, la statua della Madonna, che lo farà ritornare una persona libera, per quanto questo possa essere possibile.

Nella visione del regista, notturna e squarciata dai lampi delle luci, il finale, con l’incendio della sacra icona è ancora una volta rappresentazione potentissima, che ci riporta alla sua poetica ed a un desiderio insopprimibile di raccontare le immagini tramite significati e simboli di grande qualità e sensibilità.

 

 

120 anni di cinema

120 anni di cinema. Tre minuti, una storia.

Il 28 Dicembre sarà una data importante: 120 anni dalla prima proiezione cinematografica. In questo tempo, che sembra lunghissimo, il cinema è diventato di gran lunga l’arte (la settima, per l’esattezza) più diffusa e sfruttata del pianeta. Forse la musica può competere, ma manca di una cosa essenziale: le immagini.

Raccontare storie, da sempre, è un patrimonio del nostro essere umani: parole, disegni, fantasia ricreano le immagini. E il cinema diventa il veicolo per ogni cosa. Dalla Storia, al futuro, dall’impossibile, alla tragedia, tutto passa attraverso lo schermo di una sala.

La magia rimane intatta, anche in anni in cui il vedere un film è diventata una cosa fruibile persino da un telefono. Ma chi ama questa alta forma d’espressione, dalle infinite sfaccettature, non può fare a meno del cinema delle grandi sale, della gente, dello schermo.

Questi tre minuti, montati da arte da “Tàndem Entertainment“, sono uno dei tanti possibili omaggi a tutti coloro che il cinema lo fanno, lo pensano, ma sopra ad ogni cosa lo amano.

Perchè non si può dire che commuoversi, ridere, pensare, stupirsi siano cose da ritenere secondarie.
Il cinema è anche un sogno.
Lungo più di un secolo.

Mission Impossible: oltre l’ostacolo

Una delle problematiche delle serie cinematografiche, su tutte quella di James Bond, è mantenere promesse e rendere: rendere bene. Proprio quella dell’agente segreto di sua Maestà può essere presa ad archetipo sia del bene che del male per quest’argomento. Prima dell’avvento di Pierce Brosnan e ancor di più con Daniel Craig, la saga stava affondando, tra trame improbabili e situazioni cinematografiche imbarazzanti. Con coraggio e grande intuito, la barca e stata raddrizzata ed adesso il miliardo di dollari di incasso mondiale di “Skyfall” è lì a dimostrarlo.

Perciò, dalla quinta puntata, di “Mission Impossible”  ci si poteva aspettare molto o puntare sulla sua parabola discendente: il plot è stato ampiamente sfruttato nei capitoli precedenti, anche se va detto che il quarto episodio  ha introdotto nuovi personaggi ed era decisamente godibile. Le premesse al botteghino (oltre 300 milioni worldwide in due settimane) sembrano scacciare tutte le nubi. E’ così?

Decisamente sì. Con una storia più complessa e strutturata delle precedenti, il film assesta un colpo alla “Ethan Hunt” e diventa senz’altro il più convincente dei cinque. Naturalmente restano gli elementi che hanno fatto la fortuna di queste pellicole: azioni al limite dell’umano, location affascinanti e tutto il corollario di “giocattoli” tecnologici che sono ormai i co-protagonisti degli action movie.

Quello che viene evidenziato è un lato più prettamente spionistico in senso classico: in alcuni momenti la mente non può fare a meno di andare al buon “007”, anche se restano le peculiarità del brand d’oltreoceano. Se vogliamo è accentuata la verve ironica, tra i personaggi, e questo giova decisamente.

Va dato atto a Tom Cruise di aver creduto in questa operazione (molto possibile…) e di averci regalato un’interpretazione perfettamente aderente alle aspettative, pur evidenziando che anche un super agente ha dei limiti. La scena, va detto, spesso gli è rubata da Rebecca Fergusonche non è assolutamente solo la solita spalla bella e feroce: è parte integrante della storia e la sua bellezza, di certo non esplosiva, la fa apprezzare ancora di più.

“Rogue Nation” sta avendo successo e se lo merita. E’ un action movie molto onesto, intrigante e non banale. Anche per le piccole citazioni sparse qua e là che sono tipiche di quei prodotti curati con passione (su tutte, la zampa di coniglio).
Una passione che pagherà bene.

“The wild” ft. Noah Beschen

Presentato da RED Digital Cinema & Surfer Mag. REDirect Surf è una competizione riservata ai filmmaker per vedere chi riesce a creare il cortometraggio più originale dell’anno nell’ambito del surf, utilizzando le RED Dragon 6K messe a disposizione per l’occasione dall’azienda produttrice Red.com Inc. Quest’anno sono stati selezionati 11 filmmaker e, dopo 10 settimane di riprese e 4 di editing video, sono stati presentati tutti i cortometraggi.
La giuria comprendeva personalità di spicco del mondo del filmmaking indipendente, come Taylor Steele (World Renowned Surf Film Maker), Jarred Land (CEO della RED) che regista di Point Break 2, Grant Elis (Editore di Surfer Mag), e Jamin Jannard (il figlio del fondatore della RED).
Il vincitore è stato Aaron Lieber con il suo corto “The Wild”, interpretato da Noah Beschen.

The Knick | Serie TV

Il 16 Ottobre partirà negli USA la seconda stagione di “The Knick“, serial televisivo a firma di Steven Soderbergh. La tradizione del medical drama così tipicamente Americana, ha preso una direzione inconsueta nella prima stagione. Dall’ambientazione (i primi anni del ‘900) alla storia in sé, peraltro basata sulla vera vita di  William Stewart Halsted, ai temi trattati, al girato decisamente cinematografico, “The Knick” (il  Knickerbocker Hospital) è una cesura con un certo tipo di approccio al tipico intreccio da ospedale.

Pur rimanendo alcune sotto trame squisitamente tradizionali (soprattutto quelle riguardanti le storie d’amore), l’opera di Sodebergh analizza fattori personali (la dipendenza da cocaina del protagonista, il razzismo palese, la corruzione) in modo eclettico e accattivante. La famosa distanza tra cinema e TV, che è ormai storia del passato, necessita di idee e in “The Knick” ve ne sono molte.

Tra tutte quella di far scoprire al pubblico l’avvento di invenzioni che per noi sono d’uso quotidiano, come la macchina per le radiografie, ma che nel periodo dell’ambientazione erano pura pionieristica. Con il contributo di una squadra affiatata da anni e da molti film, Soderbergh non tralascia alcun particolare, sia esso di scenografia o di continuità temporale (cosa spesso dimenticata sulla lunga distanza di più puntate): anche la truculenza delle immagini in sala operatoria, per la quale la serie è assurta subito all’onore delle pagine dei media, non è voluta, ma rispecchia la verità del tempo.

Per la seconda stagione la “Cinemax” prevede grandi sorprese ed altro non potrebbe fare, per tenere viva l’attenzione su un prodotto che, come molti altri in questi anni, non può permettersi passi falsi. Rimangono invariati il cast e la regia (questa si chiama garanzia), ma negli anni abbiamo capito che Sodebergh non crea un prodotto per poi farne semplicemente un contenitore di iperoboli.
Per cui si può star certi che “The Knick” continuerà ad essere intrigante, non allineato, ma mai banale.

Video per il crowdfunding – Otto consigli

crowdfunding

8 consigli per un video per il crowdfunding. Il crowdfunding, questo sconosciuto in Italia. Potrei iniziare così quest’articolo, immagino sembri provocatorio, e un po’ avrebbe anche la presunzione di esserlo. Da qualche tempo, un paio d’anni all’incirca, è arrivato il crowdfunding anche in Italia che, per chi ancora non lo…

Continue reading

Agents of S.H.I.E.L.D. stagione tre. Evoluzione.

S.H.I.E.L.D.

La terza e probabilmente ultima stagione di “Agents of S.H.I.E.L.D.” “Agents of S.H.I.E.L.D.” è la serie che senza dubbio ha il merito di essere divenuta una sorta di collante per il “Marvel Universe” cinematografico. Seppur decisamente orientata verso la parte che riguarda Captain America e gli Avengers, gli episodi televisivi…

Continue reading